Roma, 25 giu. (askanews) – Dal semplice turismo enogastronomico al turismo Dop, un modello turistico identitario che mette al centro le Indicazioni Geografiche come strumenti per generare esperienze autentiche, educative e sostenibili. Fenomeno sempre più diffuso in Italia, il Turismo DOP non è solo un insieme di iniziative “a tema”, ma rappresenta un sistema integrato di accoglienza costruito attorno alle filiere DOP e IGP, con la regia dei Consorzi di tutela, in linea con il nuovo Regolamento UE 2024/1143 che assegna loro anche la competenza “dello sviluppo di servizi turistici nella pertinente zona geografica”. A fotografare questo tipo di offerta turistica è il primo Rapporto sul Turismo Dop, realizzato da Fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia e con il supporto del Masaf.

Basato su indagini dirette e sull’esame di fonti istituzionali, il Rapporto, presentato oggi a Roma, offre un’analisi aggiornata e organica del turismo legato alle Indicazioni Geografiche in Italia. Con 585 attività promosse da 361 Consorzi di tutela e che coinvolgono 597 prodotti DOP IGP, 87 normative di riferimento, oltre a una selezione dei principali studi scientifici e dati di settore, il report delinea un quadro completo del fenomeno a livello nazionale e locale.