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Soltanto dall’inizio di giugno in Italia dieci persone sono morte mentre lavoravano con un trattore, cadute o schiacciate dal peso del mezzo dopo un ribaltamento. Chi lavora in agricoltura sa che questo numero spropositato è normale. Da tempo ogni anno più di 120 persone muoiono mentre sono al lavoro nei campi: la maggior parte (circa il 70 per cento) di tutte le morti nel settore agricolo, avviene alla guida dei trattori.
Le notizie degli incidenti mortali alla guida dei trattori – vale anche per le più recenti – vengono pubblicate per lo più dai giornali locali: faticano a trovare spazio sui media nazionali e anche per questo motivo negli ultimi anni hanno avuto molta meno attenzione e diffusione rispetto ad altre morti sul lavoro. Le cause di questi incidenti possono essere molto diverse tra loro: dalle caratteristiche strutturali di un mezzo come il trattore, fino a misure di sicurezza scarse o poco efficaci e a controlli insufficienti. Altre volte l’età elevata dei lavoratori e i mezzi obsoleti rendono tutto più pericoloso.
Uno dei problemi è che non esistono dati affidabili per misurare il fenomeno. L’INAIL, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, pubblica i dati di tutti gli infortuni sul lavoro in ambito agricolo, non il dettaglio relativo alle morti alla guida dei trattori, e soprattutto non conta chi lavorava con un trattore nei campi senza essere davvero un agricoltore, magari per passione o per aiutare un parente o un amico.






