La sua presenza negli uffici della Motorizzazione era una garanzia: bastava alzare il telefono, chiamare e il funzionario «infedele» lasciava di nascosto l’ufficio per raggiungere il «cliente» di turno e far passare per revisionati vetture e mezzi pesanti che in realtà non erano mai stati realmente controllati. Ovviamente, dietro compenso. E altrettanto redditizio era il secondo business che l’uomo aveva messo in piedi con la collaborazione di alcuni complici: truccare gli esami per la patente.