La sua presenza negli uffici della Motorizzazione era una garanzia: bastava alzare il telefono, chiamare e il funzionario «infedele» lasciava di nascosto l’ufficio per raggiungere il «cliente» di turno e far passare per revisionati vetture e mezzi pesanti che in realtà non erano mai stati realmente controllati. Ovviamente, dietro compenso. E altrettanto redditizio era il secondo business che l’uomo aveva messo in piedi con la collaborazione di alcuni complici: truccare gli esami per la patente.
Al test per la patente con cellulare, auricolari e telecamere. E il «suggeritore» nascosto in un furgone. Esami con il trucco a Torino, a processo 26 persone
Un funzionario della Motorizzazione di 63 anni è accusato di corruzione. Per la Procura avrebbe anche garantito la revisione di vetture e mezzi pesanti attestando falsamente gli avvenuti controlli








