Nel cuore delle paludi Everglades, la Florida ha dato il via alla costruzione di un nuovo centro di detenzione per migranti. Soprannominato “Alligator Alcatraz” (letteralmente “Alcatraz degli alligatori”), il campo sorgerà su una pista d’atterraggio abbandonata e sarà circondato da fauna pericolosa come pitoni e alligatori. Secondo le autorità statali, la posizione isolata e ostile rappresenta un “vantaggio economico” nella gestione della sicurezza. Ma non sono pochi quelli che protestano sia per i diritti umani, sia per l’impatto ambientale.
Un campo nel nulla: nasce “Alligator Alcatraz”
Lunedì mattina sono iniziati ufficialmente i lavori per la costruzione di un nuovo centro di detenzione per migranti nel mezzo delle Everglades, un'area paludosa e remota nel sud della Florida. La struttura, composta prevalentemente da tende e baracche mobili, avrà una capacità iniziale di 5.000 posti letto e sorgerà sul sito dell’ex aeroporto Dade-Collier.
Il progetto, fortemente voluto dall’amministrazione Trump, si inserisce in una strategia nazionale volta ad aumentare la capacità di detenzione e facilitare le deportazioni di massa. Come dichiarato dal procuratore generale della Florida, James Uthmeier, in un video pubblicato su X: “Se le persone riescono a scappare, non troveranno molto ad aspettarli se non alligatori e pitoni. Nessun posto dove andare, nessun posto dove nascondersi”.













