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Martedì mattina è entrato in vigore il cessate il fuoco annunciato nella notte dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump fra Iran e Israele, che dallo scorso 12 giugno stanno combattendo una guerra aerea. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato di aver accettato il cessate il fuoco, e anche l’Iran sembra intenzionato a rispettarlo, anche se non ha confermato ufficialmente. La situazione comunque resta molto confusa, perché fin da subito ci sono state accuse reciproche di violazioni e minacce di ritorsioni.

Due giorni fa gli Stati Uniti erano entrati in guerra insieme a Israele, bombardando tre siti del programma nucleare iraniano.

Si sa ancora molto poco del contenuto dell’accordo: tutte le informazioni disponibili sono state fornite da Trump nelle sue comunicazioni su Truth. In base a queste, il cessate il fuoco sarebbe dovuto entrare in vigore alle 6 di martedì mattina ora italiana, inizialmente solo per l’Iran. Se l’Iran avesse rispettato il cessate il fuoco per le prime 12 ore (quindi fino alle 18 di martedì), anche Israele si sarebbe impegnato a sospendere gli attacchi per altre 12 ore, quindi fino alle 6 di mercoledì. Al momento né il governo israeliano né quello iraniano hanno confermato questi dettagli.