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24 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:34
“L’accordo sul 5% non è ancora concluso: non consideratelo un dato di fatto finché non avremo preso una decisione”. Così, a margine del vertice Nato dell’Aja, il premier svedese Ulf Kristersson risponde alla stampa sulla resistenza del governo spagnolo (e di quello slovacco) all’aumento al 5% della quota del Pil destinata alle spese militari. L’impegno a raggiungere la soglia, voluta dal presidente Usa Donald Trump e imposta dal segretario generale dell’alleanza Mark Rutte, è l’argomento centrale del summit in corso in Olanda fino a giovedì. “Penso che sarebbe un segnale molto negativo, non da ultimo da parte dei membri europei della Nato, se non fossimo in grado di prendere tale decisione”, dice Kristersson, uno dei maggiori fautori del riarmo, in un incontro con vari media internazionali (tra cui l’Ansa). E afferma di non vedere spazi per “eccezioni nazionali” nella bozza delle conclusioni del vertice, in cui sarà esplicitato l’accordo raggiunto.
L’appuntamento entrerà nel vivo verso le 18 con l’arrivo di Trump, in tempo per la cena offerta dai reali olandesi ai leader dei 32 Paesi alleati, in programma alle 19:15, a cui parteciperà anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il presidente Usa ha pubblicato sul suo social Truth un messaggio privato in cui Rutte, ostentando ottimismo, gli fa i complimenti in anticipo per il “grande successo” che si profila al vertice: “L’Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria. Otterrai qualcosa che nessun altro presidente americano è riuscito a fare in decenni. Non è stato facile ma siamo riusciti a far sì che tutti si impegnino a raggiungere il 5%”, scrive il segretario generale. Parlando alla stampa a bordo dell’Air Force One, però, lo stesso Trump ammette che “c’è un problema con la Spagna“: “La Spagna non è d’accordo, il che è molto ingiusto nei confronti degli altri” alleati, afferma.










