Un nuovo studio ha coinvolto oltre 5 mila bambini (di diverse quattro regioni italiane) nel contesto della ricerca riguardante il diabete di tipo 1: i dati della ricerca confermano l'efficacia della diagnosi precoce nel rallentamento della comparsa degli stessi sintomi. Infatti, è più alto il numero di chi non presenta segni di malattia fino a tre anni, oltre al ridursi del 20% del rischio di complicanze gravi.

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Lo screening effettuato si basa sull'identificazione degli autoanticorpi diretti contro le isole pancreatiche. In questa fase propedeutica, l'obiettivo è validare il protocollo per l'applicazione a tutta la popolazione pediatrica fino ai 17 anni: la diagnosi precoce consente infatti una gestione più efficace della malattia, riducendo in modo netto le complicanze gravi. Lorenzo Piemonti, direttore del Daibetes Research Institute dell'Ospedale San Raffaele di Milano, ha spiegato: «L'ingresso nello stadio 3 è il momento più critico, poiché coincide spesso con la comparsa della chetoacidosi diabetica, una complicanza acuta potenzialmente fatale, oltre a deficit cognitivi e peggioramento del quadro clinico».