Sei persone, tra cui una donna musulmana velata con in mano il cartello “Contro l’internazionale reazionaria”, sghignazzano mentre un uomo bianco con una croce celtica tatuata sul collo e il volto di chi è stato appena massacrato di botte viene tenuto “al guinzaglio” con una cravatta da un altro individuo.
Un militante con la maglia di Act-Up, storica associazione francese di lotta contro l’Aids, se la ride assistendo alla scena, assieme a una donna con una borsa di tela con i colori della Palestina, e a un’altra di origine indiane sotto la quale campeggia la scritta: “Queer di tutti i Paesi, uniamoci”. È questa l’affiche dell’edizione 2025 della Marcia dell’Orgoglio Lesbico, Gay, Bisessuale, Trans, Queer e Intersex (LGBTQI+), anche chiamato “Paris Pride”, il più importante evento Lgbt di Francia che si terrà a Parigi il prossimo 28 giugno. Un’affiche, pubblicata in anteprima dal quotidiano comunista L’Humanité lo scorso 3 giugno, che sta suscitando un’ondata di polemiche.
«Un velo islamico. Una bandiera palestinese. Un uomo bianco impiccato. A parte questo, tutto bene?», ha commentato indignato il giornalista di Valeurs Actuelles Marc Eynaud. «In un manifesto, la Marcia dell’Orgoglio promuove l’islamizzazione, il razzismo anti-bianco e la Palestina. Il tutto finanziato dalla città di Parigi e dalla Regione Île-de-France con le nostre tasse», ha denunciato su X un sostenitore di Marion Maréchal, eurodeputata sovranista. Altri utenti evidenziano la geometria variabile della tanto decantata “inclusività”.






