Al Petit Palais di Parigi, una mostra accurata e un volume interessante raccontano la storia di Charles Frederick Worth, considerato il fondatore dell’haute couture francese e della moda contemporanea. Primo vero stilista moderno, Worth rivoluzionò le regole della moda del XIX secolo, unendo creatività, artigianato, strategia e visione imprenditoriale. Nel 1858, insieme a Otto Bobergh, fondò la Maison Worth, aprendo la strada a una nuova concezione del mestiere del sarto: è tra i primi a firmare i propri abiti, a mostrarli su modelle in carne e ossa, e a introdurre collezioni stagionali da presentare in atelier – non più nelle case private delle clienti. Ma la sua intuizione più profonda è che la moda non è solo stile, bensì comunicazione, identità, immaginario. Curata da Annick Lemoine, brillante direttrice del Petit Palais, con Miren Arzalluz, direttrice onoraria del Palais Galliera, la mostra racconta la storia della maison senza cadere nella celebrazione retorica, ma seguendo con piglio filologico l’evoluzione dello stile secondo le quattro generazioni – da Charles Frederick ai figli Gaston e Jean-Philippe, fino ai nipoti Jean-Charles e Jacques – e mostrando come la maison abbia saputo restare sempre fedele allo spirito del fondatore, pur adattandosi ai tempi.