Il corpo di Chiara Poggi venne ritrovato riverso sulle scale che dalla casa portavano alla taverna e, secondo la ricostruzione investigativa, chi l'ha uccisa avrebbe fatto scivolare il suo corpo sulle scale ma senza mai poggiare i piedi sul marmo, fermandosi proprio su quello che viene chiamato "gradino 0", dove però non ci sono tracce di sangue.
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L’elemento cruciale, come spiegato da Il Giornale, è che sul gradino 0 non ci sarebbero tracce di sangue, nonostante il passaggio del corpo. Questo ha spinto gli investigatori a ipotizzare che l’aggressore potrebbe non aver mai oltrepassato quel limite, fermandosi in alto e lasciando scivolare la vittima. Proprio in quel punto è stata repertata a suo tempo l’“impronta 33”, successivamente attribuita ad Andrea Sempio. Tuttavia, come ha specificato Il Giornale, quell’impronta non è mai stata collegata con certezza al momento del delitto: non era insanguinata e, soprattutto, oggi non è più fisicamente analizzabile, perché la porzione di intonaco che la conteneva fu distrutta dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi, come prevede il protocollo.






