Nella località austriaca di Prinzerdorf an der Zaya, a cinquanta minuti da Vienna, si odono parole pronunciate in tutte le lingue europee. Ma su tutte sovrasta un unico timbro, il quale s’innalza, drammatico, intenso, rombante: l’organo di Hermann Nitsch, il quale, scomparso il 18 aprile 2022, è quanto mai vivo negli sguardi e nei respiri dei convenuti.
Da ogni parte del mondo si sono radunati appassionati, curiosi, entusiasti, mossi dal desiderio di fuoriuscire dalla routine post-borghese e algoritmica del mondo-officina contemporaneo per accedere a un’esperienza più vera, autentica, sorgiva, quella che l’artista Hermann Nitsch ha sintetizzato nel suo Teatro delle Orge e dei Misteri (Orgien Mysterien Theater – OMT, nel gergo azionista).
Fondazione Nitsch
Dal 7 al 9 giugno 2025, infatti, la Fondazione Nitsch, animata dall’indefessa energia e caparbia vitalità della vedova Rita, ha organizzato una riproposizione degli ultimi giorni dell’opera estrema di Nitsch, il “6-Tage-Spiel”, la performance di sei giorni continuativi che solo una volta in vita, nel 1998 (precisamente, dal 3 al 9 agosto), all’artista riuscì organizzare integralmente. Per ragioni organizzative ed economiche la Fondazione ha deciso di spezzare l’opera mastodontica, destinata a essere l’ultima azione di Nitsch, la nr. 160: le prime due giornate hanno avuto luogo nel giugno 2022, la terza nel maggio 2023, e oggi l’opera trova il proprio completamento.










