(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Titoli della difesa sotto la lente tra tregua in Iran e attesa per le decisioni che saranno varate dal vertice Nato, in calendario oggi e domani all'Aja. A Milano viaggiano deboli Leonardo +0,87%

e Fincantieri +1,35%

. A Parigi Thales cede oltre il 2%; stessa performance per Rheinmetall a Francoforte. Thyssenkrupp, invece, è in modesto rialzo nell'attesa di novità sulla possibile quotazione della controllata Marine Systems.

I riflettori, intanto, sono tutti puntati verso l'Aja dove si tiene il vertice Nato. L’accordo di massima, già raggiunto dai Paesi aderenti all'alleanza e che dovrebbe essere ratificato in questa due-giorni, prevede l’impegno ad aumentare le spese in difesa in senso stretto al 3,5% del Pil, alle quali si aggiunge un ulteriore 1,5% del Pil per tecnologie dual-use (infrastrutture e mobilità militare, cyber, spazio). Ieri in Parlamento il primo ministro, Giorgia Meloni, ha dichiarato che l’Italia raggiungerà l’obiettivo del 3,5% in 10 anni, ossia al 2035, passando dal 2% del 2024. Si tratta di circa 44 miliardi di spesa, pur includendo la riclassificazione di alcune voci secondo i criteri Nato. Altri Paesi dell'alleanza, tra i quali la Germania, dovrebbero impegnarsi a raggiungere il target del 3,5% in un tempo minore (la Germania nel 2029). L'unico Paese che ha mostrato perplessità è stata la Spagna, che ha indicato di poter adempiere ai propri impegni incrementali sia in termini di personale che di hardware militare, con un budget di spesa poco sopra il 2% del Pil.