«Mi chiamo Ashkan Rostami, ho vissuto 25 anni in Iran, e poi nel 2015 sono arrivato in Italia. In questi 10 anni ho fatto sempre attività politica, sia a livello italiano che a livello di opposizione iraniano. Ma nel 2009 avevo già partecipato alle manifestazioni di Onda Verde, dove ho perso anche due amici. Uno è stato ucciso dalle Guardie Rivoluzionarie durante una protesta. L’altro è stato arrestato, e poi il suo corpo è stato restituito dopo tre mesi. Sono arrivato in Italia con visto di studio per studiare informatica. Adesso lavoro come informatico anche in Italia».
Così si presenta uno degli esponenti dell’opposizione iraniana più intervistato dalla stampa italiana in questi ultimi giorni, come esponente del Partito Costituzionalista dell’Iran e del Consiglio di Transizione.
«Il Partito Costituzionalista è il più antico dei partiti che lottano per la monarchia costituzionale in Iran. È membro del Consiglio di Transizione che è invece non una coalizione, ma un insieme di diversi partiti e forze politiche di opposizione iraniano: di destra, di sinistra e anche etnici. Sta provando, anche in questi giorni, a dare una mano per arrivare appunto a una transizione».
E che succede con il bombardamento Usa?








