«C’è la possibilità reale che l’80% della popolazione, dell’opposizione iraniana possa mettere fine a questo regime?». La domanda di Francesca Manzini, ospite di Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio su Rete 4, è un po’ quella di tutti i telespettatori, non addetti ai lavori e “profani” di politica internazionale. La risposta del professor Pejman Abdolmohammadi, docente alla Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento, sembra lasciare aperto uno spiraglio di speranza in queste ore di tensione e angoscia: «I giovani e la società iraniana ormai non sono neanche più opposizione, sono al di fuori della Repubblica islamica e del regime. Hanno bisogno di una mano, che non vuol dire esportazione della democrazia eh. Ma l'Iran ha nel suo seno una società democratica e laica pronta a superare la Repubblica islamica. Ha bisogno di una mano e di due attori: uno globale e uno regionale».

Sorprende anche la testimonianza di un ragazzo iraniano in studio. La sua famiglia fino a pochi giorni fa viveva a Teheran: «Non hanno paura delle bombe israeliane. Mio padre mi ha detto al telefono: io sono patriota ma sono contento di quello che sta succedendo, dopo 47 anni di regime islamico vediamo una luce in fondo al tunnel». Israele, appunto. Alla fine per molti, soprattutto a sinistra, il “Grande Satana” è proprio l’unica democrazia compiuta del Medio Oriente.