dalla nostra inviata
VALLE DI CADORE (BELLUNO) - Dall’altro lato della montagna il martellone pare bussare: toc-toc-toc. Poi però sbuca la benna, dal foro escono gli operai e parte il tappo del Prosecco: i festeggiamenti da podio olimpico sono già in Cadore, dentro la galleria di Valle e in contemporanea in quella di Tai, dove in simultanea cadono gli ultimi diaframmi dei due tunnel scavati nella roccia alle pendici dell’Antelao, 613 metri da una parte e 1.000 dall’altra a formare le due varianti all’Alemagna, in tutto 2,3 chilometri realizzati da Vianini Lavori per conto di Anas. «Confidiamo di renderle percorribili entro novembre, mentre non abbiamo la certezza di concludere l’intervento di San Vito in tempo per Milano Cortina 2026, perché non sono convinto che la ditta appaltatrice di quell’opera stia performando adeguatamente», afferma Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato dell’azienda del gruppo Fs. «Non dimentichiamoci poi del bypass di Borca, anche se il Comune con estremo senso di responsabilità aveva fatto un passo indietro», aggiunge Elisa De Berti, vicepresidente della Regione.
Avviata un anno e mezzo fa, con turni di 24 ore su 24, l’attività di scavo ha visto in azione escavatori idraulici, pale meccaniche e autocarri per rimuovere il materiale, complessivamente 115.000 metri cubi a Valle e 240.000 a Tai. «Queste due varianti valgono 190 dei 250 milioni stanziati nel 2017 da Anas anche per San Vito», sottolinea Ettore de la Grennelais, responsabile della struttura territoriale per il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Progetti inizialmente immaginati per i Mondiali di sci alpino 2021. «Sono stufa di sentirlo ricordare», chiosa Marianna Hofer, prima cittadina leghista di Valle di Cadore: «Tutte queste opere non servivano per le Olimpiadi? È vero, a Cortina ci sarebbero arrivati comunque con le auto. Ma dobbiamo essere grati che si sia deciso di spendere tutti questi soldi sul nostro territorio, perché la coperta è corta. Non sarà l'infrastruttura perfetta, ma ci darà la possibilità di valorizzare la borgata Costa, oggi massacrata dal traffico». Attraversata dalla Statale 51, è quella dove un semaforo regola il senso unico alternato, in corrispondenza dello spigolo di un edificio. Ma i disagi non mancano nemmeno a Tai, rileva la dem Sindi Manushi, sindaca di Pieve di Cadore: «In questi due anni siamo stati il campo-base per tutte e tre le varianti, ospitando lavoratori e macchinari. Come la casalinga di Voghera, sono andata quasi tutti i giorni a protestare per la polvere insopportabile, non è stato semplice. Perciò oggi è un giorno epocale per le nostre comunità».






