Dopo 48 anni dall'ultima rappresentazione, torna alla Scala dal 27 giugno Norma, opera di Vincenzo Bellini che proprio nel teatro milanese debuttò in prima assoluta (e poco successo) nel 1831, segnandone la storia con interpretazioni entrate nella leggenda come quella di Maria Callas (nel 1952 e soprattutto all'inaugurazione della stagione nel '55) e poi di Monserrat Caballé negli anni '70 (esattamente 72, 75 e 77) nell'allestimento di Mauro Bolognini.
E un particolare legame con l'attualità sembra avere, in questi giorni di acuirsi del conflitto in Medio Oriente con i bombardamenti americani in Iran, il grido del coro "Guerra, guerra", anche se quella di Norma è la guerra dei galli che vogliono ribellarsi ai romani.
"Ho curato la regia di 51 opere - ha spiegato il regista Olivier Py, direttore del festival di Avignone che a Milano ha diretto nel 2022 Thaïs con protagonista Marina Rebeka - e la maggior parte l'ho fatta con delle guerre in corso" quindi quanto accade non influenza l'allestimento ma è vero che "c'è una relazione sorprendente fra quello che mettiamo in scene sul palco e quello che accade fuori: questa è la magia dell'opera. Per questo l'opera è la cosa più bella al mondo".







