Un saluto alla mamma, al papà, alla sorella e alla nipote dal vetro della camera per i detenuti, prima di sedersi accanto all'avvocato. Caryl Menghetti ha ascoltato la pm Laura Cocucci ricapitolare la notte tra il 24 e il 25 gennaio di un anno fa, quando l'imputata colpì il marito Diego Rota, 55 anni, con un coltello che poi rinfilò nel cassetto della cucina sporco di sangue e senza il manico, ritrovato sotto il letto di casa, a Martinengo. Il finale di questo processo era prevedibie, dopo che i periti Sergio Monchieri e Francesca Bettini, così come i consulenti di parte, avevano già concluso per la totale incapacità di intendere e volere al momento dell'omicidio. Andava solo definita la durata della misura di sicurezza, nella Rems di Castiglione delle Stiviere, dove la donna già si trova. La pm ha chiesto almeno 10 anni, l'avvocato Danilo Buongiorno un periodo inferiore con la possibilità del trasferimento in una comunità psichiatrica, che consente maggiore libertà. La Corte d'Assise della presidente Patrizia Ingrascì (a latere Elena Kildani) ha disposto non meno di nove anni.
Caryl Menghetti assolta dall'omicidio del marito Diego Rota, ma deve stare nella residenza psichiatrica per nove anni
Martinengo, ossessionata dai pedofili e dai pericoli per la bimba. Per i periti della Corte (e per i consulenti di parte) non sapeva quello che faceva quando sferrò le coltellate.






