«Ritardi da colmare» e «utopie necessarie»: sono le due espressioni chiave utilizzate da Paolo Savona nel suo settimo ed ultimo Discorso al mercato. La prima espressione fotografa la rotta dell’oggi, la seconda quella del domani. Ma entrambe sono il risultato di una stessa bussola, che ha al centro gli interessi del Paese e dell’area euro, nella visione del Presidente della Consob.
Rovesciando l’ordine di presentazione del Discorso, il punto di partenza può essere l’oggi, con il racconto dei grandi temi di attualità per il sistema finanziario, tra cui ne spiccano almeno due: le operazioni straordinarie del sistema bancario; la governance della Borsa Italiana.
Connubio incrinato
Ma quale è il filo rosso tra i due racconti? Lo si può cogliere riassumendo quello che sta accadendo nel rapporto tra mercati e politiche, innestando nella tradizionale visione macroeconomica la prospettiva geoeconomica.












