Milano, 20 giu. (askanews) – La normativa del golden power ufficialmente introdotta “come extra-ordinem” è diventata “multi-purpose”, multi-uso. Paolo Savona, nella sua ultima relazione come presidente della Consob, non rinuncia a parlare dell’attualità del risiko bancario e delle polemiche che ne sono seguite all’utilizzo del golden power da parte del Governo nell’ambito dell’Ops di UniCredit su Banco Bpm. E che ancora oggi ha fatto dire al Ceo Andrea Orcel: “Se non riusciremo a risolvere, come probabile, ci ritireremo”.
“L’interazione tra le regole del gioco di mercato e societarie stabilite dal Tuf e le norme sul golden power presenta aspetti che richiedono di essere perfezionati e coordinati con le regole dei trattati europei”, ha sottolineato Savona nel corso del suo intervento all’incontro annuale con il mercato a Piazza Affari. “In Italia aumentano le richieste di tali interventi rivolte al Governo, affrontando le incertezze applicative di una normativa ufficialmente introdotta come extra-ordinem, diventata multi-purpose, sotto la spinta della nuova fase geopolitica di una caduta di dialogo tra Stati”. Il presidente delll’Auhority ha raccontato che l’avvio delle operazioni di M&A in Italia hanno generato a oggi 54 esposti, o richieste di chiarimento, da parte degli stessi soggetti coinvolti per risolvere le controversie nascenti dall’assenza di preventivi accordi tra le parti. E la Consob non è stata ferma: “Ha svolto una costante attività di indagine su ogni aspetto sollevato dalle operazioni e dagli esposti, ricorrendo 63 volte ai poteri conoscitivi”, imponendo alle società, ha spiegato Savona, “di fornire al mercato informazioni puntuali e complete sulle posizioni espresse in dichiarazioni pubbliche o in loro comunicati insufficienti”. Per poi ulteriormente svelare: “Sulle offerte pubbliche, poiché il processo di attuazione passa anche attraverso decisioni della Bce, sono insorte difficoltà di dialogo che hanno sollevato incertezze nascenti dai tempi di risposta”.











