In questo momento, per l’Italia «le priorità restano il cessate il fuoco a Gaza e la ripresa dei negoziati sull’Iran». L’ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera, nelle comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo

«Lo scorso 22 maggio, abbiamo firmato una lettera aperta con la quale chiediamo di aprire una riflessione di alto livello sul tema delle Convenzioni internazionali alle quali siamo legati, e sulla capacità di quelle Convenzioni, a distanza di diversi decenni da quando sono state adottate, di saper affrontare efficacemente le questioni del nostro tempo. A partire proprio dal fenomeno migratorio. Ovviamente, la riflessione che proponiamo non ha l’obiettivo di indebolire queste Convenzioni o i valori che incarnano. Il nostro obiettivo è, al contrario, rafforzarli, perché adattandone l’applicazione a una realtà che è cambiata, non faremmo altro che rendere quei testi più aderenti ai bisogni e alle richieste dei cittadini». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo.

«In troppi casi - ha aggiunto - l’applicazione di alcuni principi ha prodotto risultati incomprensibili ai più. Penso, ad esempio, ai casi nei quali, in applicazione della Convenzione Europea per i diritti dell’uomo, viene impedito alle Nazioni parte di espellere stranieri che si sono macchiati di crimini particolarmente gravi, per poter difendere la sicurezza de propri cittadini. La tutela di profughi e rifugiati va ripensata per renderla più efficace e meno ipocrita, e questo può vuol dire una accoglienza minore sui nostri territori ma anche maggiore sostegno nelle aree di crisi. Abbiamo preso atto della disponibilità del Segretario Generale del Consiglio d’Europa Berset di approfondire questi temi, e con i nostri partner intendiamo avviare una discussione politica seria, ma anche analizzare tutti gli strumenti giuridici a disposizione, perché, come ha detto lo stesso Segretario Generale, non ci devono essere tabù sulla possibilità di aggiornare alcuni aspetti della Convenzione, ovviamente senza mai mettere in discussione i diritti fondamentali che tutti condividiamo e che sono alla base della società europea».