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Ultimo aggiornamento: 14:18

Liliana Resinovich “l’hanno cercata tutti meno che uno”. Parola di Claudio Sterpin, amico della donna scomparsa da casa il 14 dicembre 2021 e trovata morta nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste il 5 gennaio 2022, prima di entrare in aula per l’udienza di incidente probatorio. La scorsa primavera la procura di Trieste – che in un primo momento aveva ipotizzato il suicidio – ha profondamente rivalutato tutti gli elementi. Nel registro degli indagati è stato iscritto il marito Sebastiano Visintin. Ed è a Visintin che Sterpina si riferisce: “Lui se n’è fregato di andarla a cercare perché sapeva che non sarebbe tornata”. Visintin “sa tutto quello che è successo, l’ho dichiarato più volte e lo dirò anche in punto di morte”. Chi è stato a ucciderla? “Domanda da 100 miliardi, io posso avere sospetti ma niente di più”. Secondo i periti degli inquirenti la donna fu afferrata da dietro e “colpita in 4 punti con una manovra intenzionale”.

Durante l’incidente probatorio, ha poi assicurato, “ripeterò per l’ennesima volta quanto già detto mille volte. È una la verità, mica 3, 10, 50”.

Secondo Sterpin sulla vita coniugale tra Resinovich e Visintin sono state riportate bugie: “Lui raccontava di un idillio tra loro”. Teoria su cui Sterpin non concorda. Un riferimento poi alle foto contenute in un hard disk e che Visintin avrebbe consegnato a un amico dopo la scomparsa di Liliana. Nelle foto risalenti a oltre 20 anni fa comparirebbe anche Sterpin insieme alla donna e sarebbero state scattate da Visintin. Sterpin ha lamentato oggi il fatto che il particolare sia emerso solo tre anni e mezzo dopo la morte di Liliana e non prima.