Dopo dieci mesi di preparativi, è stato eseguito ai primi di giugno all’IRCCS San Gerardo di Monza il complessissimo intervento di separazione delle due gemelline siamesi arrivate a Monza a luglio dell'anno scorso dal Senegal con un volo dell’Aeronautica militare. Purtroppo una delle piccole, Thiaba, le cui condizioni erano già precarie, non è sopravvissuta, ma è salva la sorellina Dior: ha superato l’intervento e ora fa continui progressi in Terapia intensiva. L’intervento chirurgico, di estrema complessità, è durato 48 ore e ha visto all'opera un’équipe internazionale coordinata da Smile House Fondazione ETS che ha seguito l’intero progetto.
Le gemelline di 2 anni e mezzo erano nate con una delle forme più rare e complesse di fusione cranio-encefalica, con una connessione estesa tra le ossa del cranio, i tessuti cerebrali e il sistema vascolare. I gemelli craniopagi rappresentano circa 1 caso ogni 2,5 milioni di nascite con meno di 60 interventi di separazione registrati dal 1950 ad oggi, di cui meno di 15 hanno riguardato forme verticali totali. La mortalità operatoria arriva al 50%. L’ultimo intervento di questo tipo in Italia risale al 2017 all’ospedale Bambin Gesù di Roma.
L’intervento chirurgico, di cui è stata diramata la notizia solo oggi, ha rappresentato la fase conclusiva di un percorso innovativo durato dieci mesi, articolato in diverse tappe di separazione progressiva cerebro-vascolare e una complessa ricostruzione multi-tissutale. L'équipe multidisciplinare, supportata da specialisti statunitensi ed europei con esperienza in casi simili, ha utilizzato simulazioni virtuali 3D e collaborato con altre eccellenze lombarde come l'Istituto Neurologico Besta, il Policlinico di Milano e il Papa Giovanni XXIII di Bergamo.







