Il capolavoro diplomatico mediorientale di Pechino è immortalato dalla foto del marzo 2023 in cui l’eterno ministro degli Esteri Wang Yi abbraccia i due rappresentanti di Iran e Arabia Saudita mentre concordano di ristabilire le relazioni diplomatiche e di riaprire le ambasciate dopo sette lunghi anni di frizioni. È anche per questo vantaggio diplomatico che, nonostante la condanna cinese dell’attacco americano ai siti nucleari iraniani, il sottosegretario di Stato degli Usa Marco Rubio invoca l’aiuto di Pechino per scongiurare la chiusura dello Stretto di Hormuz.

La Cina in Medio Oriente

Gli interessi cinesi in Medio Oriente sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi anni. Con la fine dei lockdown il primo viaggio di Xi Jinping fu proprio il Summit Cina-Paesi arabi, foriero di accordi molto vantaggiosi, ed è proprio il peso di questi interessi enormi a complicare le scelte di campo di Pechino.

Appena due anni fa la diplomazia cercava di porre fine a una guerra durata anni nello Yemen, cruciale nei rapporti tra Iran e Arabia Saudita: gli Stati arabi del Golfo Persico percepivano il lento ritiro degli Stati Uniti dal Medio Oriente allargato. Ora tutto è cambiato, gli Usa sono entrati in campo militarmente a sostegno di Israele.