L'etichetta energetica per gli smartphone è realtà, ma c'è subito un “giallo”. Perché gli iPhone sono in classe energetica B? Le etichette note come energy efficiency label sono ufficiali anche per smartphone e tablet dallo scorso 20 giugno, rispettando le richieste dell'Unione Europea. Scorrendo nel database pubblicato sul portale di riferimento, salta subito all'occhio la grande mole di modelli che rientrano nella classe energetica A, mentre le proposte di Apple si piazzano un gradino sotto, nel raggruppamento B. La scelta è dipesa direttamente dal brand californiano, che ha contestualmente emesso un corposo documento a titolo di chiarimento.
Apple è presente nel database ufficiale sul portale dell'Ue con modelli di iPad e iPhone. I tablet sono in una forbice compresa tra le classi E e G, mentre gli smartphone sono tutti in classe B, nello specifico si spazia dalla famiglia iPhone 16 ai due iPhone 15 e 15 Plus fino al recente iPhone 16e, quindi tutti i melafonini in catalogo:
Come si può apprezzare scorrendo nel database in accordo al Regolamento (UE) 2023/1669, tutti i modelli presentano la protezione IP68 per contatto con liquidi e polveri e classi C per quanto riguarda la resistenza a cadute ripetute e per la riparabilità. È bene sottolineare come tutti i valori che si troveranno sulle etichette sono frutto di report emessi dagli stessi produttori, che hanno eseguito valutazioni in accordo ai regolamenti. Perché, dunque, gli iPhone presentano valori più bassi rispetto alla media degli altri modelli, inclusi anche smartphone molto economici? La risposta arriva da Apple stessa.










