Le premonizioni, checché ne dicano gli scettici integrali, sono una cosa seria. Profezie auto-avveranti, suggestioni, sogni, intuizioni fulminee –la nostra vita è condizionata, plasmata anche da tutte queste cose. Quando poi – abbastanza di rado, per la verità – la premonizione fa centro, ecco che si sale di piano, alla profezia vera e propria.
E lì, paradossalmente, il rischio di ciarlataneria sifa più concreto. Perché con i profeti le cose non sono molto cambiate dai tempi di Cristo: tantine giravano nei deserti della Giudea che annunciavano gli eventi più disparati trai quali, gettonatissima, la fine del mondo (se bisogna spararla, spariamola grossa), ma, almeno per chi ha fede nel Cristianesimo, uno solo lo era davvero. A dirla tutta, anche i primi cristiani si attendevano l’imminente fine del mondo, e furono delusi.
In Giappone la profetessa della stagione è Ryo Tatsuki, 70 anni, che nel 1999 pubblicò il manga “Watashi ga Mita Mirai”, ovvero “Il futuro che ho visto”, nel quale, sulla base dei suoi sogni che aveva cominciato a annotare nel 1985, prevedeva «una catastrofe da qualche parte nel Giappone orientale» per il marzo del 2011. In quella data, in effetti, si verificò il terremoto e lo tsunami nella regione nord-orientale del Tohoku (che provocò anche l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima) che mieté 20mila vittime. Insomma, magari con qualche tura dei fondali marini tra Giappone e Filippine, manca solo il ritorno di Godzilla (se proprio la catastrofe è inevitabile, questo è lo scenario che personalmente preferiamo). Desta preoccupazione, soprattutto, il fatto che anche questa volta Ryo Tatsuki indichi una data ben precisa per l’avverarsi del cataclisma: 5 luglio 2025. Quindi, se siete in partenza per il Giappone in quei giorni, avete ancora tempo per disdire la prenotazione.







