Il Texas ha deciso. Greg Abbott, governatore repubblicano di quello Stato che sembra sempre un passo avanti in fatto di tecnologia, ha firmato una legge che impone un permesso per circolare con veicoli a guida autonoma. Una mossa che, letta tra le righe, è un monito: anche i sogni più arditi, come quelli di Elon Musk e della sua Tesla, devono piegarsi alla realtà. O almeno, alla burocrazia.
La legge, che entrerà in vigore il 1° settembre, arriva come un fulmine a ciel sereno alla vigilia del tanto atteso debutto del robotaxi di Tesla, previsto per domenica ad Austin.
L’OUTLOOK
Tesla tra rischi e opportunità: analisti divisi
Un debutto piccolo, quasi timido, con una manciata di Model Y – dieci, forse venti – che avrebbero dovuto solcare le strade della capitale texana senza un umano al volante, ma con un “safety monitor” seduto accanto, come un angelo custode (probabilmente con il fiato sospeso…). Non è chiaro quanto controllo avrebbe questo angelo in caso di emergenza, ma l’idea di Musk era chiara: “super paranoia” sulla sicurezza, evitare intemperie, incroci complicati, e niente passeggeri sotto i 18 anni. Un’utopia tecnologica con le cinture di sicurezza ben allacciate.










