Il laboratorio di oreficeria fondato da Ubaldo Crescenzi, punto di riferimento per Bulgari e tanti altri brand internazionali, compie un secolo

di Alessandra Paolini

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Questa è una storia di famiglia, di bernoccolo imprenditoriale e passione che si dipana e cresce tra i sampietrini e le botteghe del centro storico di Roma, invaso anche all’epoca, da pellegrini e turisti. Anno domini 1925, Giubileo Dei Misericordia. Al soglio Pontificio c’è Pio XI. Ma più di tutto, è una storia “preziosa”: racconta i100 anni di uno dei laboratori più antichi della città eterna. Creato da Ubaldo Crescenzi, portato avanti a cominciare da metà degli anni Sessanta dalle figlie Nunzi, Marina e Enrica e ora gestito dai nipoti, Alessandra, Valerio e Francesco che venerdì sera alla Casina Valadier nel cuore di Villa Borghese hanno festeggiato, la cifra a due zeri con un party mondanissimo. Perché il laboratorio Crescenzi non è stato soltanto il terzo “punzone” più antico di Roma, ma la fucina dove sono creati e “sfornati” tanti gioielli di Bulgari. Ubaldo, per tanto tempo, è stato il il punto di riferimento del brand romano di gioielli più internazionale e glamour che c’è. “A cambiare la vita di nostro nonno Ubaldo, appena tornato dal fronte dopo la Prima\ guerra mondiale – racconta Alessandra Sperati - è stato proprio Sotirio Bulgari che lo spronò ad aprire una bottega tutta sua in via di Fontanella Borghese, notando come avesse un talento incredibile appena si sedeva al banchetto”.