Nonostante per ora non ci sia ancora un accordo sui dazi, che dovrebbero entrare in vigore il 9 luglio, Stati Uniti ed Europa sarebbero vicini a un’intesa preliminare su diverse questioni commerciali non tariffarie, dalle regole sulla deforestazione al nodo delle aziende tecnologiche americane nell’Unione. Secondo quanto scrive il Wall Street Journal negli ambienti diplomatici americani ed europei starebbe circolando una bozza di accordo sul commercio reciproco. Redatta dall’Ufficio del Rappresentante per il Commercio Usa, delinea intese preliminari su una serie di dossier sensibili: dal Digital Markets Act europeo alle tariffe ambientali, passando per la cantieristica navale. Lo riferiscono più fonti a conoscenza del documento, secondo cui l’intesa sarebbe vicina alla forma definitiva, anche se restano margini di modifica nei prossimi giorni.

Il testo, però, non affronta in modo diretto i dazi imposti o minacciati dall’amministrazione Trump nei confronti di Bruxelles: non c’è riferimento ai dazi del 20% sospesi ad aprile, né ai balzelli su acciaio, auto e altri settori industriali che potrebbero colpire duramente i Paesi dell’Unione. Manca anche qualsiasi riferimento alle contromisure europee: dazi di ritorsione pronti a scattare il 14 luglio in assenza di un accordo. Resta soprattutto il nodo politico. Non è chiaro se la questione tariffaria verrà affrontata in una sede negoziale separata, se i colloqui su questo punto siano in stallo, o se le parti decideranno di superare la deadline del 9 luglio fissata da Donald Trump. Non è neppure certo che i Ventisette condividano tutti i punti della bozza in circolazione. Un portavoce della Commissione europea, continua il Wall Street Journal, si è limitato a ribadire che Ue e Usa sono «pienamente e profondamente impegnate nei negoziati», e che «una soluzione negoziata e reciprocamente vantaggiosa resta l’obiettivo condiviso». Restano i dubbi sulla questione del Digital Markets Act: la legge, che ha già punito Apple e Meta, è nata principalmente per regolare le piattaforme americane ed eliminarla rappresenterebbe un grande passo indietro per Bruxelles. Intanto da lunedì dovrebbe entrare in vigore una misura voluta da Trump che estende i dazi del 50% anche su frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e altri elettrodomestici importati a seconda della quantità di acciaio che contengono. La decisione rappresenta la seconda espansione significativa dopo l’aumento delle tariffe sull’acciaio e sui semilavorati avvenuto all’inizio di giugno. L’obiettivo è far gravare sui produttori esteri un costo diretto, con un aumento stimato di decine di dollari sui singoli elettrodomestici.