Tredici anni dopo aver rischiato il fallimento — e con in mezzo la coda della crisi economica del Paese di riferimento e una pandemia — Iberia, la compagnia di bandiera della Spagna, è diventata oggetto d’invidia e di studio. Raramente un vettore — che nei suoi momenti peggiori è arrivato a perdere tra 1 e 2 milioni di euro al giorno (quanto Alitalia) — ha avuto uno stravolgimento tale da chiudere il 2024 con oltre un miliardo di utile operativo, uno dei tassi di redditività più alti del continente, la migliore puntualità dell’area e un primato sui voli tra Europa e Sudamerica. Ora, forte di questa posizione, investirà 6 miliardi di euro nel prossimo decennio per aumentare la flotta intercontinentale (dagli attuali 45 aerei a 70), espandersi in America Latina e rafforzare il proprio hub di Madrid per arrivare stabilmente a 1,4 miliardi di euro di utile operativo annuo.
Sud America, hub a Madrid e costi bassi: così Iberia punta a essere la compagnia più profittevole d’Europa
Parla al «Corriere» l’italiano Marco Sansavini, ceo e presidente del vettore spagnolo che vuole arrivare a 1,4 miliardi di utile all’anno. «Madrid è la nuova Miami per i sudamericani»







