Lautaro e Carboni ribaltano nell’ultimo quarto d’ora il Mondiale dell’Inter. E tolgono con prepotenza le valige dall’aereo con destinazione Milano: prima la rovesciata in uno spazio ristrettissimo del capitano, poi il colpo di biliardo in diagonale al 92’ di Valentin, che non giocava dal 13 ottobre. Sarà decisiva la sfida con il River Plate, che sono in forma e si erano sbarazzati senza tutta questa fatica dell’Urawa. Ma anche gli argentini dell’Inter non se la passano così male. E strappano di peso la squadra di Chivu dal lettino dove sembrava distesa: che sia ancora quello dello psicologo, dopo la batosta in Champions, quello del fisioterapista per i sette assenti o quello della spiaggia, bramata dopo 61 partite stagionali, cambia poco. L’Inter sarà stanca, scossa e rimaneggiata, ma è ancora dentro a questo Mondiale, dopo una partita- labirinto, apparentemente senza via d’uscita: «Ci abbiamo creduto fino in fondo, dando tutto con orgoglio — rivendica Chivu, alla sua prima vittoria — . Il gol lo abbiamo cercato in tutti i modi e alla fine è arrivato».