L’ha decisa l’uomo che non si sarebbe immaginato proprio nessuno. Il piattone destro di Valentin Carboni, quando l’1-1 avrebbe rappresentato il secondo passo falso consecutivo, al 92’ potrebbe aver cambiato le sorti del Mondiale per Club dell’Inter. E invece il trequartista prestato prima al Monza e poi al Marsiglia ha deciso la sfida contro i giapponesi dell’Urawa Red Diamonds. Tre punti pesantissimi, considerando che all’ultima i nerazzurri se la vedranno con il River Plate. Male per i primi 70’ Lautaro e compagni, un po' sulla scorta del pari col Monterrey.

E vista proprio la poca gamba mostrata nel secondo tempo contro i messicani, Chivu prova a sfogliare una margherita priva comunque di diversi petali. Out Bastoni, Acerbi, Pavard e Mkhitaryan, dentro De Vrji, Dimarco, Zalewski e Luis Henrique al debutto dal 1’, il tecnico rumeno accantona il classico 3-5-2 per vestire la sua nuova Inter con un 3-4-1-2 più camaleontico.

Senza le mezze ali, Barella va in mediana al fianco del solito appannato Asllani, Zalewski e Sebastiano Esposito si piazzano alle spalle di Lautaro, con l’obiettivo di poter far male tra le linee.

E invece, alla prima scorribanda, a far malissimo sono i giapponesi. Di Marco perde palla in disimpegno, Kaneko gliela scippa e trova al centro dell’area Watanabe: piattone destro che si infila, con Darmian che davanti a Sommer tocca in modo decisivo la sfera.