BERLINO - Il consigliere più fidato di Friedrich Merz, l’uomo che lo segue come un’ombra, ha la metà dei suoi anni. Che fosse un talento precoce, che fosse ambizioso, si doveva capire quando a 18 anni vinse il reality «Ich kann Kanzler», posso essere cancelliere. A condurre quella finale, dove sbaragliò 2.500 candidati tra i 16 e i 35 anni e ottenne il 72% del voto popolare — dopo aver eliminato a uno a uno gli avversari in discorsi, negoziati, prove d’abilità politica — fu Stefan Seibert, che poi divenne lo storico portavoce di Angela Merkel.

Jacob Schrot si presentò con un giacchetta nera con la lampo e capelli Britpop, come fosse il quinto membro dei Blur: e quando ottenne il premio, che consisteva in uno stipendio mensile da cancelliere (18.000 euro) e uno stage a scelta, scartò il Parlamento e si diresse subito in cancelleria. E lì si ritrova oggi, a 34 anni, nel doppio ruolo di capo di gabinetto del cancelliere e del suo consigliere per la sicurezza nazionale. Due incarichi — il secondo è stato creato ad hoc ed è quello che fu coperto da Jake Sullivan, il tuttofare della politica estera di Biden —, che di per sé impegnano una persona a tempo pieno.

Ma Schrot ha mostrato di avere tanto velocità, quanto il senso del tempo. Insomma, se per la tv passarono tanti, da Matteo Renzi a Matteo Salvini a Rocco Casalino, impegnati dai quiz ai Grandi fratelli, Schrot è in realtà uno sgobbone. Quando dopo quella performance alla fine del liceo gli arrivarono migliaia di lettere di fan — raccontò in una vecchia intervista al Tagesspiegel — gli fu offerta subito una buona candidatura al Parlamento del Brandeburgo. La rifiutò perché, disse, non si può passare dai banchi del liceo a quelli del Parlamento. Dopo un’esperienza di volontario in Uganda, studiò a Dresda, e entrò in politica, laureato, per l’ingresso principale. Però nel suo caso portò dietro al palco, nelle stanze dove la politica si congegna e si crea, dove nei casi migliori siedono i nerd, occasionalmente i geni — piuttosto che su un prestigioso scranno.