Quattro i fattori che potrebbero aver influenzato negativamente Jannik Sinner, reduce da due sconfitte nel giro degli ultimi dieci giorni, prima contro Alcaraz nella finale del Roland Garros, e poi contro Bublik negli ottavi di finale dell'Atp 500 di Halle. Il primo potrebbe essere la stanchezza mentale: il tennista numero uno al mondo non sembra essere al massimo della sua condizione. Lui stesso, a margine della seconda sconfitta, ha ammesso di dover staccare per un po': "Non tutti i giorni girano come vorresti, fa parte del gioco. Ora una settimana per ricaricare e prepararsi, ci vediamo presto. Ho bisogno di rigenerarmi sia mentalmente che fisicamente".

Il secondo fattore, invece, è rappresentato dalle difficoltà sull'erba. In quel contesto, a differenza di quanto accade sul cemento, il gioco di Sinner tende a essere penalizzato dal momento che lui preferisce scambi prolungati e precisi. Il campione, però, dovrà averci a che fare anche a Wimbledon. Lì proverà a rompere la maledizione con il torneo londinese, unico Major in cui non ha mai raggiunto la finale. Il terzo fattore, poi, è la pressione eccessiva dopo la sospensione forzata di 3 mesi legata al caso Clostebol. L'azzurro è stato costretto a un periodo d'inattività dal 9 febbraio al 4 maggio 2025. Tre mesi in cui non ha potuto allenarsi nei centri federali.