“Dopo di me Chi l’ha visto? lo prenderà in mano qualcuna delle mie bravissime inviate”. Federica Sciarelli ha le idee chiare sul futuro del programma di Rai3 che conduce da ventuno anni – esordì il 13 settembre del 2004, prendendo il posto di Daniela Poggi – e che ha contribuito a trasformare in un cult televisivo. Definizione che probabilmente lei non amerebbe, visto che ha un’idea molto precisa sia del format che del suo ruolo. Lo spiega bene in una rara intervista, rilasciata a Vanity Fair, e lo fa in due righe: “Io sono una portatrice sana di solidarietà. Non mi è mai interessato diventare un personaggio”.

Ecco perché respinge al mittente la definizione di “donna d’acciaio”, etichetta nella quale non si riconosce (per altro ammette di essere “una spugna che assorbe il dolore e anche di aver dovuto prendere pasticche per dormire dopo aver seguito alcuni casi), e non capisce nemmeno troppo quelli che “si stampano la mia faccia sulla maglietta, tipo santino”. La fanno ridere alcuni meme – “sono simpaticissimi” – “ma nel lavoro e nella vita sono una persona discreta. Penso che il conduttore debba essere il portatore di quello che fa”, racconta. Poi ripercorre la sua vita professionale, partendo dai quattro anni nell’ufficio informazione parlamentare al Senato, che lasciò per tentare il concorso in Rai. “Non devo ringraziare nessuno per essere arrivata dove sono, se non me stessa. Soprattutto considerando la fatica che ho fatto per farmi largo in un mondo di soli uomini”, sottolinea. E pazienza se i genitori erano contrari alla sua scelta di lasciare il lavoro al Senato per tentare la carriera da giornalista: “Oggi mi sento una privilegiata: vengo pagata per aiutare le persone in televisione, anche se mio padre non ha mai compreso perché avessi lasciato il posto fisso”.