Era chiuso in una gabbia troppo piccola per potersi muovere, oppure legato a una ringhiera con una corda così corta da impedirgli persino di sdraiarsi. Giorno e notte, sotto il gelo dell'inverno o il sole rovente d’estate. È questa la vita che Niko, un cane di Verona, è stato costretto a sopportare — fino a quando cittadini indignati e volontari tenaci non hanno detto basta.

Una vita in balcone, senza dignità

La storia di Niko comincia su un balcone. Per mesi — forse anni — la sua casa è stata una gabbia minuscola o una ringhiera. Nessuna passeggiata, nessun gioco, nessun conforto. Solo il cemento rovente d'estate e l'umidità del gelo d'inverno. Un’esistenza fatta di immobilità e isolamento.

Le sue condizioni non sono rimaste inosservate. “Giorno e notte, al freddo invernale e al rovente caldo estivo” scrive la Lav (Lega AntiVivisezione) di Verona, che ha raccolto le tante segnalazioni ricevute da cittadini preoccupati. Le immagini e i video inviati hanno documentato una realtà straziante: un animale ridotto a poco più di un sopravvissuto.

Le segnalazioni dei cittadini