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La mattina del 12 giugno 2025 alcuni ispettori del lavoro sono entrati in un terreno agricolo nella campagna di Sermoneta, in provincia di Latina, dove 10 indiani provenienti dal Punjab stavano preparando la raccolta delle zucchine. Solo uno di loro aveva un contratto, ma con un’azienda agricola di Terracina, a 50 chilometri di distanza. Gli altri erano tutti in nero. Il proprietario del terreno si è giustificato dicendo che erano stati loro a presentarsi da lui chiedendogli di lavorare e che quello era il loro primo giorno di lavoro, e per questo non aveva ancora fatto in tempo a contrattualizzarli. Gli ispettori del lavoro sono andati avanti con il verbale e hanno chiamato la polizia per gli accertamenti sulla regolarità dei permessi di soggiorno. Nel frattempo, un lavoratore ha chiesto aiuto con un messaggio su WhatsApp a Laura Hardeep Kaur, che è la segretaria del sindacato del settore agricolo FLAI CGIL di Latina, è nata in Italia da genitori provenienti dal Punjab e parla la loro lingua.
La sindacalista è corsa a Sermoneta, dove la polizia aveva identificato tutti i lavoratori. Solo due di loro avevano un permesso di soggiorno valido. Gli altri otto invece avevano mostrato dei documenti falsi: c’erano le loro foto, ma i nomi e le impronte digitali non corrispondevano. «Tranne uno di loro che è arrivato a piedi attraverso la rotta balcanica, gli altri erano venuti in Italia con un volo regolare, chiamati da un datore di lavoro con il decreto “Flussi”, che regola l’ingresso dei lavoratori stagionali in Italia, com’è possibile che i permessi di soggiorno fossero falsi?», si chiede.









