PADOVA - Era riuscita a rubare gioielli per 20mila euro in un'abitazione dove aveva lavorato come colf. A incastrare la 54enne era stato il fatto che in casa non fossero stati trovati segni di effrazione né il minimo disordine, nonostante i preziosi fossero stati accuratamente nascosti dalla proprietaria in punti diversi e ben nascosti. Punti che per essere raggiunti da un ladro che non fosse mai stato in quell'appartamento avrebbero richiesto di mettere a soqquadro le stanze. La donna è stata riconosciuta colpevole e condannata a 3 anni e 2 mesi di reclusione, motivo per il quale lunedì 16 giugno è stata arrestata e trasferita in carcere.

Il furto risale al febbraio 2020 ed era stato commesso in un'abitazione alla Stanga, da cui erano spariti numerosi gioielli per un valore complessivo di 20mila euro. Un furto strano, perché quando la proprietaria si era resa conto dell'ammanco non aveva trovato il benché minimo segno di disordine e men che meno danni a porte o finestre tipici del passaggio dei ladri, come poi confermato dai poliziotti del commissariato Stanga che erano intervenuti per i rilievi avviando le indagini. Non solo. La proprietaria aveva nascosto i suoi gioielli con cura, in posti diversi e ben occultati. Per trovarli senza fare disordine si è dunque pensato che ad agire doveva essere stato qualcuno che conosceva molto bene la casa e le abitudini della vittima. Così gli inquirenti hanno stretto il cerchio su una donna, all'epoca cinquantenne, che lì aveva saltuariamente lavorato come colf. Una serie di accertamenti hanno fatto emergere a suo carico anche una serie di precedenti penali sempre per furto. La ex colf, oggi 54enne, è finita a processo ed è stata condannata a 3 anni e 2 mesi. La sentenza nei giorni scorsi ha portato a un'ordine di carcerazione, eseguito il 16 giugno dalla Squadra mobile che ha rintracciato la donna nella sua abitazione di Padova trasferendola in carcere a Verona.