Uno stenditoio, una piscinetta tonda gonfiabile, una Renault Clio parcheggiata in strada. Ardesio, in via Alpini, ai piedi della breccia nel canale Enel Green Power che il 5 aprile 2023 sputò 15 milioni di litri di acqua finiti sulle case trascinando fango e detriti. L’unico segno di vita nel terzo di cinque blocchi di case con 40 appartamenti investiti da quell’ondata è Matteo Ranalli. Ci vive con la moglie Roberta Bergamini e la loro bimba nata mentre erano sfollati. Sta lavorando al pc sul balcone. Basta domandargli come stiano le cose, due anni dopo e una nuova richiesta di archiviazione, che l’umore non è dei migliori. «Mia moglie era incinta di tre mesi, siamo rimasti in affitto per un anno e mezzo, poi abbiamo deciso di tornare, sistemando casa con i nostri soldi», lo sottolinea.
Ardesio, tra le case devastate dall'inondazione la bambina nata da sfollata. I genitori: «Siamo tornati pagando i danni di tasca nostra»
I 40 appartamenti travolti da fango e acqua ad aprile 2023 sono semi deserti. La rabbia dei proprietari. L'impresario che li costruì: «Ci sono almeno due milioni di euro di danni»






