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Questa settimana l’Assemblea nazionale francese (la camera bassa del parlamento) ha approvato la legge sulla “Semplificazione della vita economica”, un provvedimento molto ampio che contiene misure pensate per semplificare la burocrazia. Durante la discussione sono stati approvati centinaia di emendamenti, tra cui uno che elimina le cosiddette “zone a basse emissioni” (zones à faibles émissions o ZFE in francese), una misura simile alle ZTL italiane che vieta o limita la circolazione dei mezzi più inquinanti nelle principali città. L’approvazione della legge non è definitiva, e l’emendamento potrebbe essere cambiato o eliminato (ci torniamo).
Il tema è riuscito a mettere d’accordo l’estrema destra del Rassemblement National e La France Insoumise, il partito con le idee più radicali della sinistra francese, che hanno votato entrambi a favore dell’eliminazione. È una cosa che non succede quasi mai, dato che i due partiti sono agli antipodi dello spettro politico francese: è insomma come se Fratelli d’Italia, o la Lega, votassero insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra.
Le ZFE sono una misura principalmente ambientalista, pensata per ridurre le emissioni inquinanti. Sono quindi un po’ diverse dalle “zone a traffico limitato” (ZTL), che esistono in molti paesi, inclusa l’Italia, e servono per limitare il traffico e decongestionare i centri cittadini (cosa che riduce anche l’inquinamento, come conseguenza). Solitamente le ZTL funzionano in base all’indirizzo di residenza dei proprietari delle macchine, quindi alle zone cittadine, mentre le ZFE al modello del veicolo, più o meno inquinante.







