Torino, negli ultimi due anni, si è ingrandita. L’ultimo dato, relativo al 31 dicembre dello scorso anno, dice che in città vivono 862.999 mila abitanti. Vale a dire: oltre duemila in più dell’anno precedente, quasi quattromila in più del 2022. Un dato che mai, dal 2020, era stato raggiunto. Un’inversione di tendenza rispetto ai dieci anni precedenti, quando l’emorragia di torinesi era stata costante (nel 2013 eravamo a quota 905 mila abitanti). È quanto emerge dal ventunesimo rapporto dell’osservatorio sulla condizione abitativa della Città, illustrato ieri a Palazzo Civico. Un documento di 77 pagine, elaborato dagli uffici del dipartimento Servizi sociali e abitativi, in collaborazione con l’Agenzia delle entrate, il Tribunale, Atc e gli uffici di Statistica.
La crescita della popolazione straniera a Torino
Insieme al numero di abitanti, in città, è aumentato quello degli stranieri. Oggi sono 139.344, il 16% del totale. La crescita, rispetto a un anno fa, è del 2,6 percento. La comunità più rappresentata, benché in calo del 5%, resta quella rumena, con 42.887 abitanti. Seguono quella marocchina (15 mila abitanti, stabile) e quella peruviana, quest’ultima con numeri in decisa crescita: 8.331 abitanti, più 10% rispetto a un anno fa. A colpire è la distribuzione degli stranieri sul territorio cittadino. Il 49% abita in tre circoscrizioni, la 5, la 6 e la 7. Sono i territori che ospitano, tra gli altri, i quartieri Barriera di Milano, Aurora, Regio Parco, Borgo Vittoria, Madonna di Campagna. Vuol dire che uno straniero su due risiede a Nord di corso Regina Margherita. In quella fetta di periferia si contano 68 mila stranieri su un totale di 322 mila abitanti, uno su cinque.








