Esiste un’abitudine a vincere, fatta di sensazioni di fiducia e benessere che conseguono ad azioni che originano da pensieri positivi, e quindi produttivi di risultati. La fiera dell’Est degli impulsi, insomma. E in quest’arte Jannik Sinner è maestro. Non perdeva prima dei quarti di finale da Shanghai 2023 (con Shelton), per un totale di 66 vittorie consecutive con rivali non top 20 e otto finali di fila: dalla Cina alla Germania, al kappaò imprevisto con Bublik sull’erba, fanno 618 giorni. Un’enormità. In quei venti mesi di monologo tennistico, durante i quali ha costruito classifica e personalissima leggenda, Sinner ha abituato bene non solo noialtri, ma anche se stesso.
Jannik Sinner dopo la sconfitta ad Halle con Bublik: la disabitudine a perdere e le scorie del Roland Garros
Il numero 1 non usciva prima dei quarti di finale da 618 giorni, ora bisogna ripartire subito: c'è Wimbledon alle porte. Quanto pesa la finale persa contro Alcaraz a Parigi?













