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Tre membri della commissione consultiva per il teatro, un organismo del ministero della Cultura che valuta i progetti teatrali che richiedono contributi pubblici, si sono dimessi giovedì in segno di protesta contro la decisione della maggioranza della commissione stessa di declassare la Fondazione Teatro della Toscana da teatro nazionale a teatro della città. Fanno parte della Fondazione il teatro della Pergola (che è il principale) e quello di Rifredi, entrambi a Firenze, e l’Era di Pontedera in provincia di Pisa.
I teatri nazionali ricevono finanziamenti dal ministero, dunque perdere lo status significa anche perdere molti soldi essenziali per la propria stabilità economica: in questo caso si ipotizza un calo del 20 per cento dei finanziamenti. Il declassamento del teatro toscano non è ancora ufficiale, ma gli annunci degli ultimi giorni hanno intensificato uno scontro politico tra il comune di Firenze e il governo che va avanti da mesi.
L’apice dello scontro si è avuto appunto giovedì 19 giugno, quando Angelo Pastore, Alberto Cassani e Carmelo Grassi hanno presentato le loro dimissioni dopo che mercoledì gli altri membri della commissione avevano annunciato il declassamento. La commissione è composta da sette persone: Pastore, Cassani e Grassi sono rappresentanti degli enti locali (comuni, province e regioni), mentre gli altri quattro sono nominati dal ministero della Cultura.












