Per il momento c’è solo un acronimo, ma nel giro di un anno diventerà un prodotto, dopo aver superato la prova sul campo. Si tratta di quello che è stato definito “asfalto del futuro” oggi noto con l’acronimo del progetto Creer-Bim-Ec in cui è coinvolta la Sicilia, con l’Università di Palermo, e la Tunisia, con l’Università El Manar di Tunisi. Il progetto, che è stato presentato a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, fa parte del programma di cooperazione Interreg Next Italia-Tunisia finanziato dall’Unione europea per vincitore di un un milione e 200 mila euro. Al partneriato di Creer Bim-Ec partecipano tre attori pubblici (oltre all’Università degli Studi di Palermo come capofila, ci sono l’Université de Tunis El Manar e l’Agence Fonciere D’Habitation che opera nel settore pubblico per lo sviluppo di aree residenziali in Tunisia) e due attori privati (Respect Environment Group, compagnia che opera nel campo del riciclaggio dei rifiuti da costruzione e nella realizzazione di opere di ingegneria civile, e Safety & Engineering studio ingegneristico di progettazione di impianti per opere civili ed industriali). Una iniziativa che il il vice-console della Tunisia a Palermo, Aymen Amti, definisce una testimonianza importante della relazione privilegiata di cooperazione e partenariato tra Tunisia e Italia sia per scambi che per investimenti.