Donald Trump prende tempo su un eventuale attacco all'Iran e sembra aprire la porta a nuovi negoziati con Teheran.

Il commander-in-chief avrebbe per il momento rinviato la decisione di dare il via libera ad un intervento militare, riservandosi di prendere una decisione nel giro di 15 giorni, nella convinzione che la via diplomatica sia non solo ancora percorribile ma anche l'unica per evitare di trascinare l'America nell'ennesimo conflitto dagli esiti incerti.

"Donald Trump deciderà se attaccare o meno l'Iran nelle prossime due settimane", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, smentendo le indiscrezioni che davano un attacco degli Stati Uniti imminente, nelle prossime 24-48 ore. Ma avvertendo anche come a Teheran basterebbero appena due settimane per produrre la bomba atomica. Qualche ora prima lo stesso presidente aveva respinto quanto sostenuto in un articolo del Wall Street Journal, secondo il quale il presidente avrebbe già approvato i piani per un intervento militare. "Non sa nulla delle mie idee riguardo all'Iran".

Da quando è rientrato in anticipo dal vertice del G7 The Donald ha trascorso le sue giornate chiuso nella Situation Room con i fedelissimi. Ed evidentemente, dopo un'attenta valutazione assieme ai membri più importanti del suo governo, i vertici dell'intelligence e quelli militari, ha deciso di dare un'altra chance al negoziato. Per il presidente la possibilità di un accordo con Teheran è "ancora sostanziale", ha sottolineato la portavoce, confermando che in effetti i contatti tra Washington e l'Iran non si sono interrotti neanche dopo l'inizio degli attacchi di Israele, e che l'inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff ha parlato diverse volte al telefono con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Trump ha un incredibile istinto e ha mantenuto l'America al sicuro nel suo primo mandato. Nessuno dovrebbe essere sorpreso dalla sua posizione sull'Iran", ha aggiunto la funzionaria, ribadendo che la "priorità" del presidente è non far avere l'arma nucleare all'Iran. Per la Casa Bianca basterebbero solo due settimane a Teheran per fabbricarla: "Ha tutto ciò che serve per produrla, basta una decisione del leader supremo e ci vorranno un paio di settimane per completare la fabbricazione di quell'arma". E' per questo che Washington ha anche avvertito che il presidente è un "peacemaker" ma allo stesso tempo non "ha paura di usare la forza".