L’escalation di tensione nei principali fronti di guerra ha rimesso sotto la lente di ingrandimento in particolare la difesa aerea degli Stati.
Il piano dell’Italia in caso di guerra: 10mila volontari e 40mila soldati in più
Possedere un’aeronautica militare efficiente e all’avanguardia è un requisito fondamentale, per molti governi, ma se si fotografa a oggi la situazione, l’Italia a sorpresa è fuori dalla top dieci, parlando di efficienza del comparto aereo militare. Oltre ai numeri, vale la modernità dei mezzi, lo stato di salute dei velivoli, la loro capacità di proiezione a lungo raggio e non ultimo il livello di addestramento dei piloti. Secondo l’ultimo rapporto di FlightGlobal International nell’ambito del dossier World Air Forces 2025, questa la classifica aggiornata delle forze aeree per numero di aerei da combattimento.
Al primo posto gli Stati Uniti con 2.679 aerei. L’America di Trump ha la più grande flotta aerea militare al mondo. Dietro gli Usa, la Cina con 1.583 velivoli e investimenti sempre più corposi. Sul podio anche la Russia con 1.522 velivoli, numero ridotto dalle ingenti perdite nel conflitto con l’Ucraina. Quarto posto per l’India con 643 velivoli, alle sue spalle la Corea del Nord, che può contare su 482 velivoli ben equipaggiati e moderni. La classifica prosegue con il Pakistan con 418 velivoli, Corea del Sud con 413 velivoli, Arabia Saudita con 364 velivoli in servizio, Egitto con 328 velivoli (la flotta più numerosa del Medio Oriente) e decimo taiwan con 285 aerei della flotta militare. Secondo il report aggiornato sulla potenza aerea, l’Italia è al 14mo posto, possedendo «solo» 191 aerei da combattimento e circa 850 aeromobili in servizio. Gli Stati Uniti, per capire megòlio il confronto, ne possiedono 13.209, la Russia 4.255 e la Cina 3.304.








