Alexander Bublik aveva battezzato Sinner in tempi non sospetti: «Non sei umano». Quarti di finale di Miami, 2021, Jannik numero 31 del mondo e in rampa di lancio, poi finalista (sconfitto) in quel torneo contro Hubert Hurkacz. L’istrione del tennis ci aveva visto lungo. I suoi colpi di genio – anarchici, indisciplinati, ma giocati dall’alto di un talento smisurato – non avevano avuto effetto, contro il muro di ghiaccio altoatesino. Una costante in questi anni: Jannik disinnesca Alexander. È successo anche nella recente sfida ai quarti di finale del Roland Garros: 6-1 7-5 6-0. Troppo Sinner per Bublik. Ma sarà così anche sull’erba di Halle?