WASHINGTON. A guardare le tribune della partita di ieri fra i coreani dell’Ulsan e i sudafricani del Mamelodi Sundowns all’Inter&Co Stadium di Orlando, lo scenario era assolutamente deprimente. Spalti quasi vuoti nella sua totalità. Certo, due squadre come l’Ulsan e il Mamelodi non attireranno tanti fan, tuttavia la situazione non è stata migliore anche per una partita molto più blasonata come quella fra i Los Angeles Fc e il Chelsea del lunedì.
Il match, giocato ad Atlanta in uno stadio da 71 mila posti, ha registrato la partecipazione di poco più di 20mila persone. Vedere un luogo così grande, con così poche persone, ha fatto emergere il timore più grande che si aveva in questo Mondiale per club: negli Stati Uniti il calcio non interessa praticamente a nessuno.
Mondiale per Club, il pagellone: 6 a Lautaro, 3 alla dirigenza dell’Inter. 9 al Mamelodi Sundowns
DAL NOSTRO INVIATO NICOLA BALICE
La verità è un po’ diversa e le ragioni di questi stadi così vuoti, specie all’inizio delle partite, sono varie e anche complesse da spiegare. Innanzitutto, si tratta di una questione culturale: anche nelle partite più gettonate, le telecamere mostravano spalti ancora vuoti. E non perché i tifosi non ci fossero, ma semplicemente perché negli Stati Uniti è solito per i fan entrare all’ultimo momento - se non a match già iniziato - per sfruttare al massimo tutto ciò che offre l’esperienza dello stadio: dal cibo alle bevande, e tutto ciò che succede intorno.











