«Serve una tutela forte per le vittime: ce lo chiedono loro, ma ce lo chiede anche l’Europa. Bisogna colmare il vuoto normativo sulle sette e la manipolazione mentale»: è il forte appello lanciato martedì alla Camera dei deputati a Roma da Giulia e dal suo legale, l’avvocato Silvia Calzolaro, alla conferenza nazionale organizzata dalla Fondazione Fidapa (attiva da oltre trent’anni a Roma nella difesa delle donne) sul tema «Il grande inganno: le sette». La storia di Giulia è arrivata in Parlamento. È la storia della trentasettenne oggi residente nel Cuneese che nel 2018 ha denunciato alla Squadra Mobile di Novara terribili abusi sessuali subiti fin da bambina nella cosiddetta «Sette delle bestie» di Cerano. Giulia, che ha meditato di andare alla polizia dopo un lungo percorso psicologico col supporto dell’associazione «Mai più sole» di Savigliano, ha portato la sua testimonianza di vittima.

“Nella psicosetta del dottore, violenze sui minori ma nessuna riduzione in schiavitù”

Una vittima peraltro insoddisfatta dall’esito di un processo, conclusosi in primo grado a gennaio davanti alla Corte d’Assise di Novara, con decine di prescrizioni e assoluzioni a carico dei 26 imputati. Al centro dell’incontro a Roma proprio la riflessione su un vuoto normativo che, dopo l’abolizione del plagio, si ritiene non tuteli adeguatamente i soggetti fragili dalla manipolazione mentale, pratica ricorrente nei meccanismi di adesione alle sette. «Sono entrata nella setta “portata” - ha raccontato Giulia - perché a sette anni non ci vai volontariamente. Mi ci sono ritrovata. La mia vita di oggi è legata a quella esperienza. È molto difficile, quando si esce, staccare e distanziarsi dal gruppo. Penso di essere ancora indietro nel mio percorso di consapevolezza, e devo fare ancora molta strada. Essere lontani non vuol dire esserne veramente fuori: è questo il problema della manipolazione. Anche quando sei fuori dalle organizzazioni, tu non lo sei mentalmente. È una riduzione in schiavitù psicologica che secondo me non è emersa, non è stata definita nel processo».