Ci sono anche quelle di Andrea Orcel, amministratore delegato del gruppo UniCredit, e di Stefano Vincenzi, general counsel di Mediobanca, tra le testimonianze raccolte finora dai pm di Milano che indagano sull'operazione di acquisto di alcune quote Mps.
Da quanto apprende l'ANSA, le audizioni come testimoni, la prima di qualche mese fa e la seconda più recente, hanno riguardato il tema dell'Accelerated Book Building (Abb) e in particolare l'operazione con cui lo scorso novembre il Mef ha dismesso il 15% di azioni Mps tramite Banca Akros, pacchetto rilevato da Delfin della famiglia Del Vecchio, dal gruppo Caltagirone, da Banco Bpm e da Anima.
L'indagine, coordinata dai pm Giovanni Polizzi e Luca Gaglio con l'aggiunto Roberto Pellicano e con il procuratore Marcello Viola, che vede già alcuni indagati, sta verificando se ci siano state anomalie sul collocamento del pacchetto di azioni Mps dello scorso novembre.
A dare il via al procedimento è stata una querela per diffamazione depositata da Mediobanca tra la fine di febbraio e marzo scorsi.
Nell'atto, firmato da Vincenzi, nello spiegare i motivi della denuncia è stato descritto anche il contesto con un elenco delle operazioni a partire dal 2019, quando il gruppo Caltagirone comincia ad acquistare azioni Generali e Delfin di Mediobanca, fino ad arrivare al 2023 e 2024, quando il Mef colloca progressivamente il pacchetto di maggioranza da lui detenuto di Mps, salvata con gli aiuti di Stato, per scendere sotto la soglia del 20% nel rispetto degli accordi presi in sede di Unione Europea.








