Sarà perché si è gettato con una moto nel burrone senza controfigura, o perché ha sfidato le leggi di gravità saltellando (e svenendo) sull’ala di un biplano durante le riprese degli ultimi capitoli di Mission Impossible, che per Tom Cruise, 63 anni il prossimo luglio, è pronto un abbastanza inatteso Oscar onorario. Un po’ come per avvenne per Gene Kelly nel 1952, quando l’Academy gli assegnò l’Oscar onorario “per l’apprezzamento della sua versatilità come attore, cantante, regista, ballerino, e in particolare per i suoi spettacolari successi nell’arte della coreografia cinematografica”, Cruise passa alla cassa con la celebre statuetta per questa sua duttilità performativa, più che per una qualche interpretazione specifica. “Per l’incredibile impegno profuso per la nostra comunità cinematografica, per l’esperienza nella visione in sala, per la comunità degli stuntman, ci ha ispirato tutti”, ha spiegato nella dichiarazione ufficiale la presidente dell’Academy, Janet Yang.
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Poi certo, difficilmente dopo l’Oscar onorario si tornerà alla nomination per l’Oscar ordinario. Insomma, il pacchetto Tom Cruise si chiude col fiocco della vecchiaia dopo quattro nomination nel passato, anche abbastanza lontano, tra cui due davvero di livello: quella come miglior attore protagonista per Nato il quattro luglio (1989) e Jerry Maguire (1996); come attore non protagonista in Magnolia (1999) e come co-produttore del sequel Top Gun: Maverick nel 2022.









